T2 Trainspotting

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Anticipando di circa un mese l’uscita del film, il 27 gennaio 2017, quasi a far da teaser, è uscita la colonna di Trainspotting 2. Un elemento essenziale del film, visto che la colonna sonora del primo film, non solo ha contribuito a renderlo epocale ma è parte integrante dell’opera stessa, con il regista Danny Boyle che realizza dei veri e propri videoclip su alcuni pezzi, rendendo musica ed immagini tutt’uno, in particolare su due canzoni di Iggy pop (Lust for life e Nightclubbing), quasi coprotagonista ideale del primo film, per poi creare un vero e proprio finale musicale con Born Slippy NUXX degli Underworld, uscita un anno prima come b-side di Born Slippy (un pezzo di clubbing ma molto lento e senza testo) e resa famosissima dal film.

Non accade la stessa cosa con le canzoni scelte per il secondo film, che risentono della diversità del progetto: innanzitutto, la musica qui non è coprotagonista ma è funzionale alla sceneggiatura; in alcuni frangenti è più che protagonista ma non più col pezzo intero, bensì per una manciata di attimi, soprattutto in abbinamento con i flashback. Torna nel film Blondie, presente nel primo film con l’inserimento bomba di Atomic (a chiusura di una scena in cui Boyle cita Arancia Meccanica in scenografia) e richiamata nel secondo film con la più sommessa presenza di Dreaming. Torna anche Iggy pop ma in remix, per un pezzo appositamente commissionato ai Prodigy, che si occupano della riproposizione di Lust for life in una chiave più leggibile per lo spettatore moderno e col ruolo più funzionale di tutti, visto che è l’unica traccia che nel film aiuta il regista a dare un determinato senso alla storia. Ritroviamo anche gli Underworld che fanno capolino in punta di piedi, presenti con due pezzi: uno denominato Slow Slippy, su cui mi sembra ridondante soffermarsi, potete immaginarlo e vi invito ad ascoltarlo, l’altro è Eventually But, toccante sottofondo in un toccante momento del film.

Sono presenti anche i Clash, quasi a raccogliere l’eredità di New Order e Joy Division, presenti nel primo film ed è molto presente – a rappresentare la modernità –  il rap, soprattutto gli Young Fathers. La grossa sorpresa è rappresentata dall’inserimento in colonna di due pezzi degli anni 80, dei quali ci siamo meravigliati tutti non appena sono stati annunciati, già l’anno scorso, atti a sottolineare quell’eterno ritorno che non è altro che il riverbero di determinati meccanismi, iniziati in un’altra epoca e realizzatisi adesso ma incubati per decenni. Relax, di Frankie Goes To Hollywood, non può che richiamare il film che l’ha resa nuovamente iconica, ovvero Zoolander, ma ovviamente senza alcun riferimento; azzeccato anche l’inserimento, poche scene prima, di Radio Ga Ga, dei Queen, coreografata in maniera inattesa.

Il pezzo forte è Silk, dei  Wolf Alice,protogonista del trailer, pezzo di cui si può dire tanto in quanto potrebbe diventare il simbolo di un certo tipo di alternative rock, proveniente da un’Inghilterra ormai diversa, dove ormai non è il clubbing a fare da manifesto al cambiamento ma il ritorno al rock, anche senza roll… un beat dimesso ma molto ispirato e volto a creare l’ispirazione, per un film che invitiamo a vedere.

Tracklist

1. Lust For Life – Iggy Pop

2. Shotgun Mouthwash – High Contrast

3. Silk – Wolf Alice

4. Get Up – Young Fathers

5. Relax – Frankie Goes To Hollywood

6. Eventually But (Spud’s letter to Gail) – Underworld, Ewen Bremner

7. Only God Knows – Young Fathers

8. Dad’s Best Friend – Rubberbandits

9. Dreaming – Blondie

10. Radio Ga Ga – Queen

11. It’s Like That – Run D.M.C., Jason Nevins

12. (White Man) In Hammersmith Palais – The Clash

13. Rain Or Shine – Young Fathers

14. Whitest Boy On The Beach – Fat White Family

15. Slow Slippy – Underworld

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