Niccolò Fabi: Nessun addio alla Musica

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Nella giornata di ieri è stata diffusa un’intervista di Niccolò Fabi alla Stampa in cui il cantautore romano parlava dei suoi progetti futuri, dopo la pubblicazione della raccolta “Diventi inventi 1997-2017” ed dopo l’ultimo concerto previsto a Roma il 26 Novembre.

In particolare, le testate hanno ripreso il passaggio :

“A quel punto potrò dire chiusa questa fase della mia vita artistica: ciò che avevo da dire l’ho detto…mi prenderò tempo, farò una pausa per capire dove andare a parare. Mi dedicherò agli affetti, agli amici. Ridarò attenzione a certe dinamiche della vita che ho trascurato in questi anni”. E la musica? “Questa fase della mia vita è finita nella maniera migliore. Per ora non sto scrivendo, ma so che tenterò di fare qualcosa di completamente diverso”.

Non sono tardate interpretazioni della dichiarazione, facendo addirittura trasparire un addio alle scene di Fabi che nella giornata di oggi ha diramato un comunicato sui propri canali social:

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Ma dimmi te se mi tocca commentare un articolo che parla di me. In venti anni è la prima volta. E spero sia l’ultima. In molte delle persone che mi seguono in queste ore si stanno alternando “disperazione” ed accettazione dell’ineluttabile a causa di un superbrillante titolo che riprendeva una frase all’interno di un’intervista. Titolo ripreso a sua volta e declinato a più non posso, che annunciava il mio ritiro definitivo dalle scene. Ora, che ai titolisti dei giornali, soprattutto online, interessi il sensazionalismo acchiappaclick più che la verità e la completezza dell’informazione è una triste evidenza nota a tutti.

L’abbassamento del livello giornalistico e la pigra fiducia che, malgrado questo, molti continuano ad avere in tutto ciò che si legge on line hanno delle conseguenze gravissime nella nostra vita sociale e culturale soprattutto quando si trattano argomenti ben più rilevanti che il presunto addio alle scene di un cantautore di nicchia. Ma qui la questione per me è delicata e mi tocca intervenire. Nell’italiano che frequento frasi come “considero conclusa una fase artistica della mia carriera”, “non credo di poter andare oltre in un certo tipo di canzone”, ” ho bisogno di una bella pausa in cui dedicarmi a progetti diversi” non sono esattamente sinonimi di “addio alla musica” o “ritiro definitivo dalle scene”. O forse sono solo sfumature? Scrivo questo solo per un motivo : A ottobre uscirà un disco raccolta e a novembre avrò un importante concerto a Roma di fine tour. L’idea che qualcuno che non mi conosce bene possa pensare che dietro a quel tipo di esternazioni ci sia il misero progetto di vendere qualche copia o biglietto in più mi fa rabbrividire.

Voglio tranquillizzarvi. A chi pensa di acquistarli per assistere alla pantomima di un addio, per guardare da vicino le lacrime di un uomo che se ne va per sempre, o per possedere il suo testamento, a coloro consiglio di non farlo, di non comprarli assolutamente. Potrei tornare tra due anni vestito in smoking rosa suonando in un gruppo salsa e merengue o in canotta tatuato di teschi in una band che fa solo cover dei Suicidal Tendencies. La libertà per cui ho lottato non contempla l’obbligo della scelta imperitura. Detesto il bisogno di enfatizzare tutto pur di essere notati, l’epica contemporanea di rendere spettacolo qualsiasi cosa. Di trasformare ogni notizia in un allarme come ogni concerto in un evento. Quando me ne andrò per sempre non credo che avrò tempo e voglia di comunicarlo prima di un concerto o prima dell’uscita di un disco. Non è questo quello per cui ho lottato. Che è invece la libertà della scelta. La scelta di tacere o di parlare. E nel caso in cui ci fosse qualcosa da dire di farlo nei tempi e nei modi che si accordano alla mia natura. Nessun atto creativo significativo può dipendere da un contratto o da un’aspettativa. In ogni caso grazie a tutti quelli di voi che mi hanno fatto sentire così importante anche solo per la paura di un mio presunto ritiro nel silenzio. Per il resto vi prego non vi fidate mai dei titoli. Approfondite sempre. Non accontentatevi. Fine del requiem

 

 

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